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è la mia più grande passione;
è sempre possibile raccontare qualcosa che non sia ancora stato raccontato;
mi permette di sfogarmi quando sono
ISTERIKA!!

POLITICA
19 dicembre 2010
Un finale lento e doloroso

Pubblicato su Camminando Scalzi il 17 dicembre 2010 

Sembra proprio che l’eutanasia in questo Paese non sia concessa nemmeno ai governi. L’Italia di oggi ricorda tristemente un malato terminale tenuto in vita da macchinari vecchi e malfunzionanti…
La votazione di fiducia di martedì 14 dicembre è stato uno degli episodi più imbarazzanti della recente storia politica italiana. Da una parte un governo composto da soggetti in rotta di collisione, che si insultano e si rimbalzano colpe e responsabilità. Dall’altra parte un’opposizione incapace di riconoscere la necessità di andare al voto, proprio ora, proprio in questo momento di crisi.

Sentirsi dire che sarebbe deleterio per il Paese aprire le urne in un periodo così critico, significa dimostrare di non essere in grado di rappresentare né una valida opposizione né un’accettabile maggioranza. Significa dimostrare di non essere capaci di ascoltare quelle folle di persone che stanche e disperate continuano a scendere in piazza, e che oramai cominciano a dubitare dell’efficacia delle manifestazioni pacifiche, aprendo un varco verso una deriva violenta. Aldilà dei cosiddetti Black bloc e degli infiltrati, non dovrebbe stupire che dopo anni di scioperi, occupazioni, cortei e salite sui tetti, qualcuno cominci a stancarsi della fastidiosa indifferenza della classe politica. Non c’è nulla di costruttivo nel dare fuoco ad una camionetta della finanza, ma sicuramente non è stato il fatto più scandaloso accaduto in questa memorabile data…

Il vero scandalo sta in un governo che gioisce di una fiducia che non porterà a nulla. La maggioranza non ha i numeri per votare le agognate riforme di cui tutti parlano, e il perenne rischio di una sconfitta lascerà inevitabilmente il Paese nello stallo, mentre il cancro dell’establishment politica attuale si diffonderà, come una metastasi, fino a divorare anche quel poco di “sano” che è rimasto in questa malata società.
Il vero scandalo sta nell’aver sottratto la speranza di un futuro ad un generazione sfinita da un pesante 26% di disoccupazione (dato Confindustria), dall’impossibilità di richiedere un mutuo, costruirsi una famiglia o addirittura ambire alla pensione.
Il vero scandalo sta in quegli abitanti dell’Aquila che ancora oggi si ritrovano a vivere senza la propria casa, senza la propria città, e senza la propria vita.
Il vero scandalo sta in quel manipolo di politicanti che si scannano per accaparrarsi l’appoggio di quelle raccapriccianti espressioni del genere umano che sono disposte a vendersi per soldi sporchi o per una comoda poltrona.

Sono riusciti a votare persino ad Haiti e in Afghanistan. Forse ce la possiamo fare anche noi!
POLITICA
21 novembre 2010
Se il premier va a puttane, l’Italia lo segue a ruota…
Pubblicato su Camminando Scalzi il 20 novembre 2010

Dopo settimane di giochi di prestigio per nascondere l’evidenza, la
crisi di governo sembra essersi ufficializzata. Nel frattempo l’incompreso Silvio minaccia di partire alla volta dei programmi televisivi, per mandare avanti il deprimente talk show a cui gli Italiani assistono da quasi venti anni. Si ripeteranno le solite “verità” nascoste dalla solita sinistra comunista e dalla solita informazione faziosa. Berlusconi e la sua interminabile schiera di cadetti continueranno a ripetere che i media, troppo concentrati sul gossip di Ruby e la famigerata telefonata alla questura, hanno perso di vista gli argomenti che realmente meriterebbero uno spazio in prima pagina. Si ripeterà la consueta frase “l’opposizione non sa confrontarsi sui contenuti politici e sul merito delle scelte del governo”, e Bersani continuerà ad arrabattarsi nel tentativo di salvare un partito che macina elettori insoddisfatti e semina astensionisti.

Ma parliamo dunque di contenuti politici e lasciamo un attimo da parte la famosa storia di un vecchio di settantaquattro anni incantato da una diciassettenne prosperosa, confuso e felice di aggirare le leggi per una sfortunata ragazza che si definisce, contemporaneamente, nipote del presidente Mubarak e povera donzella con una drammatica situazione familiare. Mettiamo da parte anche i processi a carico del presidente, il conflitto d’interessi e le leggi ad personam, e concentriamoci sui contenuti…

Economia: Il Fondo monetario internazionale ha collocato l’Italia al 179° posto in una classifica di 180 Paesi, in una statistica che tiene conto della crescita economica degli ultimi dieci anni. Dopo di noi solo la derelitta Haiti. In compenso la disoccupazione è salita all’11%, e chi ha la fortuna di avere ancora un lavoro si trova spesso costretto a sopravvivere con stipendi da fame, senza le minime garanzie.

Istruzione: “Tagli” e “riforme” sono oramai sinonimi, e la scuola pubblica si appresta a precipitare nel baratro più profondo, mentre la ministra Mariastella Gelmini assiste inerme alle continue manifestazioni di protesta. Nel frattempo un articolo di Salvo Intravaia della Repubblica online del 16 novembre denuncia il cancellamento dei tagli per gli atenei privati, che nell’ultima versione del maxiemendamento alla legge di stabilità vedono anche “un finanziamento di 25 milioni per le università non statali legalmente riconosciute”.

Cultura
: L’esponente Fli Fabio Granata si abbatte sul ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi definendolo “il peggior ministro di sempre”, proprio nel giorno in cui diciassette soprintendenti lo attaccano frontalmente per i pesanti tagli che privano il settore delle risorse necessarie alla salvaguardia dei beni culturali. Per non parlare delle proteste del mondo del cinema…

La famigerata “sicurezza”:
“Sono finiti i fondi per l’acquisto del carburante e per le ricariche delle fuel-card che sono state ritirate – spiega al Sole24ore Felice Romano (segretario generale del Siulp, Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia). – Stiamo dando fondo alle riserve strategiche, terminate anche quelle andremo a piedi”.

Politica Estera:
Mentre si continuano a tagliare i fondi per i progetti di cooperazione internazionale, il libro “Il caro armato” di Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca documenta che nel 2010 l’Italia ha previsto di spendere circa 23 miliardi di spese militari.

Immigrazione:
L’ONU ha criticato il “pacchetto sicurezza” per lo scarso rispetto dei diritti umani e le continue discriminazioni a cui sono sottoposti i migranti in Italia, a cui si aggiunge, fra le altre cose, la recente protesta di Brescia contro la falsa sanatoria del governo.

E si potrebbe andare avanti per ore ad elencare i tanto agognati “contenuti” del governo Berlusconi, parlando dell’
Aquila e della manifestazione nazionale del 20 novembre per denunciare la mancata ricostruzione a diciannove mesi dal sisma, o riflettendo sulle condizioni della Campania, che nuovamente affoga tra i rifiuti.
Continuiamo pure a parlare di contenuti, che tanto tra puttane e puttanate… la musica non cambia.
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