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ISTERIKA!!

SOCIETA'
12 dicembre 2010
La macchina del fango si abbatte su Assange…

Pubblicato su Camminando Scalzi  l'11 dicembre 2010 

Persino Il Giornale del 9 dicembre ha scelto di difendere Julian Assange dalle assurde calunnie che gli sono state mosse: “Le accuse di violenza sessuale usate per arrestare Assange – scrive Gian Micalessin – sono dubbie e dimostrano l’inadeguatezza e l’impreparazione con cui grandi potenze, agenzie di sicurezza, diplomazia e giustizia internazionale affrontano i rischi determinati dalla pirateria elettronica e dall’uso di internet come strumento per la diffusione di segreti di Stato”.

A ciò si aggiunge l’inadeguato utilizzo della parola “violenza sessuale” da parte di una grossa parte della stampa, che non ha tenuto conto del fatto che il crimine di cui è realmente accusato il noto giornalista legato alla rivoluzionaria vicenda di WikiLeaks è il “sesso di sorpresa”. Un reato che, come si legge su Esse, consiste nel comportamento per cui, se durante un rapporto sessuale con una persona consenziente utilizzi contraccettivi come il preservativo e ne interrompi l’uso (ad esempio perché si rompe) questa condotta per la legge svedese si equipara allo stupro, sebbene sia punito con una multa e non con il carcere, come accadrebbe in caso di violenza sessuale. Un reato che non esiste negli altri Paesi europei, ma che ha comunque permesso di emettere un mandato di cattura internazionale per il terribile criminale dal preservativo bucato.

E’ evidente che la vicenda che ha condotto Julian Assange davanti al magistrato londinese Caroline Tubbs con un’accusa di stupro e due di molestie sessuali non è altro che un imbarazzante stratagemma per legare le manette ai polsi di un uomo la cui sola colpa è quella di aver reso pubblici dei documenti che sono sfuggiti al controllo del dipartimento di stato statunitense. E mentre la Svezia tratta sull’estradizione del pericoloso criminale negli USA, l’Independent, citando fonti diplomatiche, scrive che le autorità di Washington avrebbero avviato discussioni informali con quelle svedesi sulla possibilità di consegnare il fondatore di WikiLeaks alla giustizia americana. Mark Stephens, legale del giornalista più controverso del pianeta, intervistato dalla BBC si è detto “inquieto per le motivazioni politiche che sembrano esservi dietro l’arresto”. E non serve certo un avvocato per capire che si tratta di una incredibile messa in scena organizzata col solo scopo di infangare la reputazione di uno degli uomini più “scomodi” del momento.

“Un profilattico bucato, la gelosia di una femminista rancorosa, la rabbia di una ragazzina illusa. Sono gli unici cavilli di cui dispone la giustizia internazionale per sbattere in galera un uomo colpevole di aver messo a repentaglio la sicurezza planetaria”, scrive Gian Micalessin su Il Giornale, e forse questa volta bisognerà pure dargli ragione. Perché poco importa se alla fine Assange verrà giudicato colpevole o innocente… Nel frattempo le sue vicende personali faranno il giro del mondo, infangando la sua reputazione e impedendogli di concentrarsi sulle importanti informazioni che WikiLeaks avrebbe da raccontare.

SOCIETA'
2 febbraio 2009
Stupro sociale


Lo stupro è il tema del momento... Una ricerca Istat presentata nel febbraio del 2007 ha dimostrato che durante i 12 mesi precedenti circa 1.150.000 donne sono state vittime di violenza, e un articolo pubblicato su repubblica.it del 10 dicembre del 2007 ha evidenziato che il 69% delle violenze avvengono ad opera dei partner della vittima all'interno delle proprie mura domestiche.

Ma quale può essere il meccanismo che porta un uomo a compiere un gesto tanto meschino, a volte persino contro la donna che pensa di amare? Rabbia? Dominazione? Sadismo?
Sarebbe facile attribuire l'intera colpa alla devianza sociale, all'ignoranza e alla banalità del male, ma temo che il discorso sia maledettamente più complesso, soprattutto quando si nota che tale fenomeno colpisce qualunque fascia d'età e qualunque ceto sociale, senza escludere neppure i soggetti con i più alti livelli d'istruzione.

Comprendere le ragioni di simili gesti è probabilmente impossibile, ma vi è un dato che è dannatamente risaputo ed evidente: le vittime sono sempre DONNE. Si potrebbe ridurre la questione basandosi sulla predominanza fisica dell'uomo, ma è chiaro che le cause sono più legate alla psicologia che alla forza corporea, ed è quindi evidente che vi sono delle implicazioni sessiste che non possono essere separate dalla figura della donna e dalla sua rappresentazione nella società. Fa riflettere, ad esempio, il fatto che sino agli anni '60 la legislazione in materia di stupro si rifaceva al cosiddetto “Codice Rocco”, il quale considerava i reati di violenza sessuale e incesto rispettivamente come “delitti contro la moralità pubblica e il buon costume” e “delitti contro la morale familiare” piuttosto che REATI CONTRO LA PERSONA, e nell'articolo 544 si ammetteva il “matrimonio riparatore” con la vittima affinché l'accusato estinguesse la sua pena, giacché si pensava che tale crimine nuocesse solo all'onore della donna e alla purezza che questa avrebbe dovuto conservare sino al giorno delle nozze. Perciò il “matrimonio riparatore” veniva visto come un valido risarcimento per la vittima che, nonostante il disonore, poteva comunque convogliare a nozze, e considerato come una pena per colui che accettava di sposare la donna che aveva disonorato. Solo intorno agli anni '70, grazie anche all'azione del movimento femminista, le cose cambiano e lo stupro comincia ad essere considerato un reato contro la persona, e non contro il buon costume e la morale. Tuttavia si dovrà attendere il 1981 affinché il “Codice Rocco” venga modificato e l'articolo 544 sul “matrimonio riparatore” soppresso...

Ma gli anni '70 non sono poi così lontani e il 1981 è ancora dietro l'angolo, e probabilmente esistono dei fenomeni sociali che richiedono molto più tempo per essere metabolizzati dalla cultura e dal senso comune di uno Stato...
In pratica, se è vero che la legislazione di un Paese riflette gran parte del suo sistema di rappresentazioni sociali, è evidente che la figura della donna aveva, sino a poche decine di anni fa, una considerazione superficiale e maschilista...
E oggi, se è vero che i media di un Paese riflettono gran parte del suo sistema di rappresentazioni sociali, è evidente che la figura della donna ha, ancora adesso, una considerazione superficiale e maschilista...

Insomma, forse non si riuscirà mai a trovare un valido deterrente per evitare lo stupro, ma forse sarebbe già qualcosa se le donne non fossero continuamente rappresentate come degli oggetti di seduzione senza cervello che si rifanno tette e culo perché il loro unico obiettivo nella vita è quello di accaparrarsi le attenzioni dell'altro sesso...
E forse sarebbe già qualcosa se avessimo dei politici che riescono a capire la complessità del problema e non riducono la questione a “ci vorrebbe un soldato affianco di ogni bella donna”...
E forse sarebbe già qualcosa se i giornalisti cominciassero a mettere al centro dell'attenzione la figura della vittima degli stupri, piuttosto che la nazione di provenienza del carnefice...
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