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ISTERIKA!!

SOCIETA'
11 febbraio 2011
Scacco matto al nucleare.

Pubblicato su Camminando Scalzi il 12 gennaio 2011

Una partita di scacchi. È questa la metafora che è stata scelta dall’agenzia pubblicitaria “Saatchi & Saatchi” per descrivere il controverso dibattito pubblico sull’energia nucleare nello spot promosso dal Forum Nucleare Italiano. Non c’è telespettatore italiano che non abbia ancora visto il video di questa campagna, che oggi si pone l’obiettivo di riaprire un confronto sull’annosa questione. Uno spot che è stato immediatamente trascinato in un marasma di polemiche da coloro che lo ritengono più orientato a convincere piuttosto che a stimolare una discussione sul tema.

Nella simbolica partita a scacchi il giocatore contrario all’investimento sul nucleare si muove con pedine nere, voce incerta e argomentazioni poco convincenti, che sembrano dettate da paure inspiegabili ed irrazionali piuttosto che da realistiche convinzioni. Al contrario, l’avversario che muove le pedine bianche e si schiera a favore delle centrali si esprime con voce più decisa e suadente, esponendo le proprie motivazioni con competente sicurezza.
La teoria che tale spot non sia un semplice invito a visitare il forum è peraltro suffragata dall’elenco dei soci fondatori: ENEL S.p.A. ed E.D.F. International S.A., a cui si sono poi aggiunti Ansaldo Nucleare, Areva, Edison, Sogin, Terna e altre aziende, tutte direttamente coinvolte nel business delle energie.

Al punto 4.3 dello Statuto del Forum Nucleare Italiano si può inoltre leggere l’obiettivo esplicitato dell’associazione: “promuovere l’informazione e il dibattito sull’energia nucleare, attraverso la promozione di incontri, conferenze e seminari organizzati dall’Associazione, in modo tale da incrementare il consenso all’utilizzo dell’energia nucleare e da creare consapevolezza dei benefici non solo in termini di indipendenza energetica per l’Italia, di riduzione del costo dell’energia e di lotta al cambiamento climatico, ma anche di opportunità nel campo dello studio, della ricerca, dell’innovazione e dell’occupazione”.

Lo stesso presidente dell’associazione promotrice del Forum, Chicco Testa, si è più volte detto favorevole ad un investimento nell’energia nucleare. Nel 1987 era tra i promotori del referendum che cancellò l’atomo dal panorama italiano mentre oggi è presidente di un’associazione che vuole convincere l’Italia dei vantaggi del nucleare stesso. La sua posizione è stata più volte rimarcata, nel suo blog (www.chiccotesta.it), nei giornali con cui collabora e nel suo recente libro Tornare al nucleare? L’Italia, l’energia, l’ambiente, pubblicato da Einaudi nel 2008.
Possiamo dunque parlare di pubblicità ingannevole? Sicuramente pensare che i promotori dello spot avessero il solo obiettivo di stimolare un dibattito pubblico sul tema richiede un notevole sforzo…

Nel frattempo in rete proliferano le critiche e questo sito continua a proporre divertenti parodie per contrapporsi alla faziosità dello spot incriminato, tentando di definire quell’elenco di motivazioni che oggi, ancor più di 23 anni fa, dovrebbero dissuaderci dall’investire sull’energia nucleare.
Uno dei motivi si legge nel blog di Greenpeace, che “il 17 dicembre 2010 ha ricevuto rapporti verificati che dallo scorso 11 dicembre oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi da tre piscine lesionate si sono riversati nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair (Niger)” a causa della cattiva gestione dell’Areva (azienda che compare nell’elenco di soggetti promotori del Forum Nucleare Italiano). Altrettante motivazioni si ritrovano nei costi (minimo 24 miliardi di euro per soddisfare il 25% del fabbisogno energetico del Paese), nella difficoltà di smaltimento delle scorie e nel fatto che l’uranio sia una risorsa in esaurimento. 
Davvero “una grande mossa”! Non c’è che dire…
SOCIETA'
26 settembre 2010
La scissione delle opinioni…
Pubblicato su Camminando Scalzi il 24 settembre 2010 

“Si riaccendono le polemiche su una possibile scelta della Sardegna come sede di una delle centrali nucleari da realizzare in Italia” – si legge tra le notizie ANSA del 18 settembre 2010, nella stessa giornata in cui il noto oncologo
Umberto Veronesi, nella sua recente visita a Cagliari, ha affermato che “i sardi dovrebbero essere contenti se dovesse essere costruita una centrale nella regione. Non ci sono pericoli e la contrarietà al nucleare è solo ideologica, non supportata da argomentazioni scientifiche”.
A rispondere al caro Veronesi è bastata l’ultima puntata di “Presadiretta”, la trasmissione di Riccardo Iacona che è andata in onda su Rai 3 domenica 19 settembre, interamente dedicata al nucleare. Un viaggio tra i tanti Paesi europei che da tempo hanno scelto di sfruttare l’uranio come fonte d’energia, e che quotidianamente si ritrovano a fare i conti con gli effetti collaterali dell’atomo…

Il servizio comincia da Kromberg, in Germania, con una terrificante intervista a una madre di famiglia residente in una casa costruita nei pressi di una centrale nucleare. “In questa zona – afferma la donna – tra le persone che conosco ci sono ben quattro famiglie in cui vi sono stati dei casi di leucemia infantile”, e risulta difficile pensare che sia stata solo una coincidenza, considerata la rarità della malattia.

A Sellafield (in Inghilterra) una madre intervistata affermava che “la centrale scaricava in mare materiale radioattivo (scorie liquide) all’insaputa degli abitanti della zona”, che inconsapevoli portavano i propri figli a fare il bagno in quelle stesse acque contaminate.
“Secondo le stime – ha affermato il giornalista durante il servizio – nel Mare d’Irlanda oggi dovrebbero esservi depositati circa 200 kg di plutonio, lungo le coste di un paese in cui già dagli anni cinquanta si parla di latte radioattivo.

In Francia, nella Terra di San Pier, da una misurazione “CRIRAD” (Commissione di ricerca e informazione indipendente sulla radioattività) è stata ritrovata una quantità enorme di “Yellow cake” (uranio concentrato) nel sottosuolo di terreni edificati e abitati da diverse famiglie.
È la stessa Francia che ora sta sperimentando la costruzione delle nuove centrali EPR, di ultimissima generazione. Prototipi attualmente inesistenti, che il Governo italiano prevede di acquistare in caso di investimenti sul nucleare. Un “esperimento” che già in Francia ha portato a ritardi di oltre tre anni, con costanti negligenze di costruzione, tra saldature ultimate senza supervisioni e ritardi nell’arrivo dei progetti.

Il servizio di “Presadiretta” si è poi concluso parlando della miniera di Hasse, nella bassa Sassonia. Una cava scelta per il deposito delle scorie, escludendo la possibilità che in una miniera di sale potesse arrivare l’acqua, sebbene le recenti infiltrazioni che rischiano di far crollare la miniera provino l’esatto contrario. Oggi una grande “A” di legno simboleggia l’avviso “Achtung” (Attenzione) all’ingresso della città, dove i cittadini vivono nella costante paura che possa accadere il peggio e che quelle scorie possano raggiungere le falde acquifere contaminando l’acqua potabile. Nel frattempo politici e scienziati si arrabattano nella ricerca di una soluzione, e le attuali stime prevedono almeno dieci anni di lavori e un costo di minimo due miliardi di euro…

Siamo davvero sicuri che si tratti semplicemente di “contrarietà ideologica”?
SOCIETA'
11 maggio 2010
Energia pulita, traffici sporchi
Pubblicato su Camminando Scalzi l'8 maggio 2010

Un tempo si parlava di
mafie con lo sguardo rivolto al sud Italia: Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Il problema sembrava riguardare un circoscritto del Paese, e la cronaca nazionale si disinteressava del tema pensando che fosse una “questione locale”, che i cittadini non residenti in quelle specifiche regioni ritenevano troppo lontana per potersene interessare...

In seguito il successo di
Gomorra e le sue 13 milioni di copie vendute in tutto il mondo, hanno fatto capire che il le mafie hanno un potere che va ben oltre i limitati confini regionali del Meridione italiano, che sconfina sino all'oltreoceano. “In tv Angelina Jolie calpestava la passerella della notte degli Oscar indossando un completo di raso bianco, bellissimo - si legge nel famoso libro di Roberto Saviano. - Uno di quelli su misura, di quelli che gli stilisti italiani, contendendosele, offrono alle star. Quel vestito l'aveva cucito Pasquale in una fabbrica in nero ad Arzano”.

La Camorra è arrivata sino ad Hollywood, e non ci sarebbe nulla di cui sorprendersi nel leggere il reportage di
Fabrizio Gatti apparso su “L'Espresso” del 30 aprile. “Vento di Mafia” è il titolo dell'inchiesta, e gli affari illeciti legati al business dell'eolico sono il drammatico tema dell'articolo.

“Ci siamo giocati anche la
Sardegna - scrive il giornalista nelle prime due righe del pezzo. - [...] Montagne di calcare e granito rosso, di pascoli e sughereti sono state sventrate per innalzare eliche e torri. […] Si possono vedere all'opera a Cagliari amministratori di società che a Napoli si occupano di noleggio di pedalò: in fondo si tratta sempre di fonti alternative. Oppure capita di inciampare nelle aziende del capitalismo nazionale. E scoprire che l'ex socio che ha aperto la via del vento ai fratelli Gianmarco e Massimo Moratti è stato condannato il 9 marzo a Palermo per corruzione. Con l'aggravante di aver favorito proprio Cosa Nostra. Si chiama Luigi Franzinelli, 66 anni: ha disseminato l'Italia di pale e piloni”.

L'inchiesta de “L'Espresso” prosegue percorrendo l'isola lungo il cammino del Maestrale. Da Buddusò a Olbia, da Cagliari a Sassari, sino a giungere all'ultima inchiesta della Procura di Roma su affari e politica, dove sono partiti gli accertamenti per
Ignazio Farris, il direttore generale dell'Agenzia regionale sarda per la protezione dell'ambiente, nominato lo scorso 6 agosto dalla nuova giunta del Governatore Ugo Cappellacci. Le indagini per corruzione riguarderebbero il parco eolico nella zona industriale di Cagliari, “e c'è il lavoro dell'ex assessore ai servizi sociali della Provincia di Cagliari, Pinello Cossu (Udc) – si legge nell'inchiesta. […] e coinvolge pure l'ex assessore socialista del Comune di Napoli, arcangelo Martino […]”.

Un'inchiesta lunga e dettagliata dove la lungimirante prospettiva di investire in gigantesche eliche e pali che producono energia pulita si trasformano nella rischiosa possibilità di agevolare
sporchissimi traffici di mafia e corruzione.
SOCIETA'
16 febbraio 2010
M'illumino di meno

Pubblicato su Camminando Scalzi il 12 febbraio 2010.

E' cominciata quasi per gioco... Correva l'anno 2005 e Radio 2 trasmetteva la trasmissione Caterpillar. I conduttori Filippo Solibello e Massimo Cirri lanciarono l'evento che oggi arriva alla sua sesta edizione: M'ILLUMINO DI MENO. Un appuntamento consolidato, che ha oramai oltrepassato i limitati confini territoriali per essere celebrato come “La giornata internazionale del risparmio energetico”. Una data che varia annualmente ma che continua a conservare il suo significato originario di giornata simbolo, per rinnovare l'invito a spegnere tutte le fonti di energia non indispensabili e concedere al pianeta qualche ora di “sollievo”... 

Inizialmente rivolta ai soli cittadini, l'iniziativa raccoglie oggi l'adesione di un gran numero di amministrazioni locali, il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e il riconoscimento di numerose istituzioni internazionali. Il 12 febbraio dello scorso anno “Il Corriere della Sera” riportava l'elenco di alcuni dei tanti luoghi e monumenti che, dalle ore 18, avevano scelto di “illuminarsi meno” per aderire alla manifestazione: “La cupola della basilica di San Pietro a Roma e Westminster a Londra, il Parlamento europeo a Strasburgo e il Quirinale, la città libanese di Sidone e la costiera amalfitana, l'Arena di Verona e la Cabot Tower sull'isola di Terranova, in Canada”.
“Un evento che ha un valore simbolico ed un effetto tangibile”, come ha affermato l'ex presidente del Parlamento Europeo, Hans-Gert Pöttering. Un contributo reale alla riduzione del consumo energetico, attestato nel 2008 da un comunicato della TERNA, la società responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell’energia elettrica a livello nazionale, che aveva rilevato una riduzione istantanea del fabbisogno di energia elettrica dell’ordine di 400 Megawatt, equivalente al consumo di circa 7 milioni di lampadine. 

Oggi Caterpillar ripropone il progetto in una veste completamente nuova, organizzando una grande festa dell’energia pulita a Roma, dalle ore 17 ai Mercati Traianei. La diretta radiofonica, musica e ospiti a sorpresa... per una manifestazione completamente illuminata da luci a impatto zero. Un pannellino solare, un mini impianto eolico e una dinamo a pedali per alimentare lampadine e faretti… mentre il cielo della meravigliosa capitale romana sarà rischiarato da un'enorme sfera, caricata dalla pedalata collettiva di cinquanta coraggiosi ciclisti. Nel frattempo un gazebo di Legambiente si renderà disponibile a dare informazioni su come auto-costruirsi luci “pulite”. “M'illumino di meno” come simbolo della lotta agli sprechi, ma soprattutto come punto di partenza per un comportamento che quotidianamente mira a trasformarsi in uno stile di vita più sostenibile...
POLITICA
17 novembre 2009
Stellette atomiche


L'8 novembre del 1987 un referendum popolare ha bandito l'uso del nucleare in Italia, ma oggi, a distanza di 22 anni, l'annoso tema torna alla ribalta... Quasi tutte le regioni italiane chiamate in causa si dichiarano contrarie alla costruzione di tali centrali sul proprio territorio, ma il governo è irremovibile: ciò che è stato deciso si farà!

Tutto comincia con il ddl 1373, firmato dai ministri Ignazio La Russa (Difesa), Giulio Tremonti (Economia e Finanza) e Claudio Scajola (Sviluppo economico) e presentato alla presidenza del Senato il 10 febbraio 2009: Misure a tutela dei segni distintivi delle Forze armate e costituzione della società “Difesa Servizi spa”.

Il 13 novembre “La Nuova Sardegna” pubblica un articolo dal titolo “C'è una strategia segreta: le centrali nucleari avranno le stellette”, dal quale si evince che la nascita della “Difesa servizi spa” potrebbe celare una strategia di emergenza per mandare avanti la politica energetica sostenuta dall'attuale governo.

«Il combinato disposto delle due norme (ddl 1195 e 1373) – spiega l'articolo - consentirebbe la creazione di centrali in siti militari, visto che ora la Difesa può utilizzarli “con la finalità di installare impianti energetici destinati al miglioramento del quadro di approvvigionamento strategico dell’energia”. E per farlo il ministero, una volta approvato il secondo ddl,
“può stipulare accordi con imprese a partecipazione pubblica”. Proprio come la Difesa Servizi Spa. A quel punto, le centrali nucleari sarebbero fuori dal controllo di altre autorità, protette dietro il cartello “Zona militare”».

Niente manifestazioni di protesta,
niente accordi con Comuni, Provincie e Regioni, e magari niente di niente, perché potrebbe bastare appellarsi al segreto militare per evitare che i cittadini vengano a conoscenza di ciò che sta accadendo sul loro territorio.

Tante supposizioni e troppe incertezze, in un Paese dove la trasparenza istituzionale è stata troppo spesso prevaricata da interessi di altro genere e dove il timore di un'ennesima ingiustizia appare sin troppo reale...
POLITICA
24 marzo 2009
Fare la scelta più svantaggiosa

Di recente sono apparsi svariati sondaggi che hanno testimoniato come la maggioranza degli italiani abbia deciso di schierarsi a favore del nucleare: Demos & PI (47% favorevoli, 44% contrari) ISPO (62%favorevoli, 35% contrari) SWG (54% favorevoli, 36% contrari) Abacus (43% favorevoli, 46% contrari) FN&G (56% favorevoli, 35% contrari).

A questo punto l'unica domanda da porsi è: PERCHÉ?

Gli unici punti a vantaggio dell'energia nucleare sono ottenibili anche mediante l'utilizzo delle fonti rinnovabili, mentre gli svantaggi sono molti di più e non esisterebbero se si scegliesse di ricorrere alle fonti alternative.

La somma dell'energia prodotta dalla 4 centrali che il Governo programma di costruire riuscirebbe a soddisfare il 25% del fabbisogno energetico del nostro Paese e, ragionando ottimisticamente, potremmo beneficiare dell'energia prodotta dalla prima centrale (1,6 gigawatt) entro il 2020. Continuando a ragionare con massimo ottimismo e fiducia nei confronti delle nostre istituzioni, intorno al 2035 sarà pronta anche la quarta centrale e gli italiani avranno a disposizione circa 6,4 gigawatt di energia nucleare...

Il lato positivo di un simile risultato sta nel fatto che l'Italia potrebbe finalmente riuscire a ridurre quella sudditanza politica che la lega ai Paesi fornitori di petrolio e gas, e che l'utilizzo del nucleare permetterebbe di limitare notevolmente le emissioni di gas serra permettendoci di rispettare quel protocollo di Kyoto che ogni anno ci impone di pagare un'ammenda: solo nel 2008 l'Italia ha speso circa 1,7 miliardi di euro per il mancato adempimento delle regole.

Questi sono i vantaggi: gli stessi che potremmo ottenere ricorrendo alle fonti di energia rinnovabili. 

E gli svantaggi?

Il primo è che al momento non è possibile sapere quali saranno i costi di ciascuna centrale, giacché il prezzo potrebbe variare a seconda del tempo necessario per la costruzione. L'unica cosa probabile è che l'Italia sfrutterà tutte le sue potenzialità per prolungare al massimo la durata dei lavori e le spese che ne conseguiranno...

Basti pensare che già in Finlandia c'è stato un ritardo di 3 anni nella costruzione della centrale che adesso costerà 1,7 miliardi di euro in più rispetto ai 3,2 stabiliti da contratto, e il modello scelto nell'accordo tra Italia e Francia è molto simile a quello del reattore finlandese.

Il secondo problema sono le scorie, che necessitano di migliaia di anni per essere smaltite e che, per quanto possano essere ridotte a quantità minime sono maledettamente pericolose, sia per l'uomo che per l'ambiente.

A ciò si aggiunge il fatto che le centrali nucleari non possono essere degli ambienti completamente isolati, per cui anche se si riuscisse ad evitare incidenti di portata colossale, non bisogna sottovalutare le piccole “fuoriuscite radioattive” che invaderanno la zona limitrofa.

Infine, uno dei più grossi svantaggi è dato dalla ridotta quantità di uranio disponibile. L'Agenzia Internazionale per l'Energia ha infatti affermato che le riserve mondiali di tale combustibile saranno sufficienti, al massimo, per altri 50 anni.

Vale dunque realmente la pena di investire minimo 24 miliardi di euro per un combustibile che comincerà a scarseggiare proprio quando l'Italia avrà concluso la costruzione delle 4 centrali?

PERCHÉ?

SOCIETA'
17 marzo 2009
Comuni virtuosi


Mentre il governo parla di energia nucleare e di ampliamento degli spazi edificabili, qualcuno, per fortuna, si muove verso un'altra direzione con proposte costruttive e lungimiranti...

Con la speranza che prima o poi si arrivi a comprendere che certi progetti non sono utopie ma scelte convenienti e realizzabili, vi consiglio questa interessantissima intervista fatta da Serena Dandini a "Parla con me" al coordinatore nazionale dell'Associazione dei Comuni virtuosi. 

BUONA VISIONE!
POLITICA
8 marzo 2009
L'isola atomica


Il 5 marzo "E-polis" ha pubblicato un articolo di Marco Mostallino, oggi leggibile sul sito della Regione Sardegna.

Il tema in questione riguardava la costruzione delle 4 centrali nucleari promesse dal governo, e dell'audizione tenuta da Enzo Boschi (presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) davanti alla commissione Territorio e ambiente del Senato.
«La Sardegna è l’area italiana migliore per la costruzione di centrali nucleari, perché è la più stabile dal punto di vista sismico», ha sostenuto l'autorevole sismologo.

«La regione Sardegna è una zona con una storia geologica completamente diversa dal resto dell’Italia. Si potrebbero fare tutte e quattro le centrali nucleari che il governo intende costruire lì, anche se poi bisognerebbe risolvere il problema del trasferimento dell’energia». Boschi ha successivamente proseguito il suo intervento criticando la proposta di collocare una delle centrali presso la città di Augusta, in Sicilia, dove la Regione ha già dato il suo beneplacito. Boschi ha infatti affermato che la zona si trova su una faglia sismica: troppo rischiosa per un simile progetto. La Sardegna, al contrario, è una terra antica e stabile, raramente sottoposta a scosse di terremoto, e comunque di intensità molto leggera.

Il governo, adesso, dovrà dunque valutare tutti i dati del caso per prendere la propria decisione, ed è anche probabile che terrà in buona considerazione il fatto che, la Sardegna, avendo una bassa densità abitativa e dei grandi spazi completamente disabitati, potrebbe realmente essere la sede giusta per queste belle centraline nucleari...  


L'unica grande fortuna sta nelle recenti dichiarazioni del nuovo presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il quale ha assicurato che «nessuna centrale nucleare verrà costruita sull'Isola» e che il governo dovrà passare sul suo cadavere prima di prendere una simile decisione. 
E' un vero peccato che le Regioni non avranno il minimo potere decisionale riguardo a tale questione... Neppure un uomo potente e carismatico come Ugo Cappellacci!
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