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è sempre possibile raccontare qualcosa che non sia ancora stato raccontato;
mi permette di sfogarmi quando sono
ISTERIKA!!

SOCIETA'
11 febbraio 2011
Tra marea nera e fanghi rossi

Pubblicato su Camminando Scalzi il 28 gennaio 2011 
e ripubblicato su Informazione Libera

Martedì 11 gennaio 2011, nelle coste di Porto Torres, la petroliera Emerald ormeggiata nel terminal di Fiume Santo (polo chimico del nord Sardegna al confine con il Parco Naturale dell’Asinara) sta immettendo olio combustibile nelle condotte d’alimentazione di uno dei due gruppi ad olio ancora attivi nell’impianto della società tedesca EON, una fra le aziende energetiche più grandi al mondo.

Il nero petrolio che da oltre due settimane colora le limpide acque marine delle coste settentrionali dell’isola oramai comincia a tingere anche i 18 km di spiagge colpite da questa deprimente catastrofe naturale, da Porto Torres a Punta Tramontana… Enormi chiazze di liquido scuro e nauseabondo si stanno infatti formando sopra e sotto la sabbia, e nessuno è ancora in grado di stabilire l’entità dei danni ambientali di tale disastro.

E’ stato un “imprevedibile guasto meccanico nella linea di drenaggio del collettore manichette posizionato all’interno della banchina”, hanno dichiarato i responsabili di EON. Ci sono però molte questioni che non quadrano, come spiega il giornale online Ecologiae. “Prima di tutto l’allarme – spiega Marco Mancini – lanciato 36 ore dopo la fuoriuscita del carburante dalla nave cisterna Esmeralda”. Quel fatidico martedì notte scorre infatti senza interventi o segnalazioni, senza che nessuno decida di assumersi le responsabilità dell’accaduto, e “quando risuona l’allarme è oramai troppo tardi – spiega Agora Vox il 26 gennaio. – Il mare è stato violentato da 18.000 litri di catrame misto ad olio”.

Nelle ore successive all’incidente il sindaco Beniamino Scarpa venne peraltro più volte tranquillizzato con la garanzia, da parte dell’azienda responsabile, che non ci fossero pericoli né problemi di alcun genere. Nel frattempo, da Platamona a Stintino, davanti all’area marina protetta del Parco Nazionale dell’Asinara, le chiazze d’olio continuano a spostarsi verso l’arcipelago protetto della Maddalena. 
Intanto i quotidiani parlano di un piano dell’Eni che avrebbe in progetto di installare nella stessa zona il più grande deposito costiero di idrocarburi del Mediterraneo, incrementando quindi il traffico delle navi cisterna e, di conseguenza, il rischio di ulteriori incidenti…

Un tempo si parlava di Sardegna come di un’isola da sogno, dove i paesaggi inviolati e la natura incontaminata riuscivano ad attirare visitatori da tutto il mondo e rendevano gli abitanti del territorio orgogliosi di essere nati in una terra così meravigliosa. Oggi i quotidiani parlano invece della marea nera di Porto Torres, della sindrome di Quirra per l’uranio impoverito prodotto dal poligono militare, dei fanghi rossi dell’Eurallumina di Portovesme e delle mutazioni genetiche nel dna dei bambini che vivono nella zona dello stabilimento petrolchimico di Sarroch.
La rabbia prende quindi il sopravvento, ed io comincio a chiedermi fino a che punto dovremo arrivare, noi sardi, per capire quale tesoro siamo stati capaci di svendere al peggior offerente e quanto lo rimpiangeremo il giorno in cui non avremo più la possibilità di tornare indietro…
SOCIETA'
26 settembre 2010
La scissione delle opinioni…
Pubblicato su Camminando Scalzi il 24 settembre 2010 

“Si riaccendono le polemiche su una possibile scelta della Sardegna come sede di una delle centrali nucleari da realizzare in Italia” – si legge tra le notizie ANSA del 18 settembre 2010, nella stessa giornata in cui il noto oncologo
Umberto Veronesi, nella sua recente visita a Cagliari, ha affermato che “i sardi dovrebbero essere contenti se dovesse essere costruita una centrale nella regione. Non ci sono pericoli e la contrarietà al nucleare è solo ideologica, non supportata da argomentazioni scientifiche”.
A rispondere al caro Veronesi è bastata l’ultima puntata di “Presadiretta”, la trasmissione di Riccardo Iacona che è andata in onda su Rai 3 domenica 19 settembre, interamente dedicata al nucleare. Un viaggio tra i tanti Paesi europei che da tempo hanno scelto di sfruttare l’uranio come fonte d’energia, e che quotidianamente si ritrovano a fare i conti con gli effetti collaterali dell’atomo…

Il servizio comincia da Kromberg, in Germania, con una terrificante intervista a una madre di famiglia residente in una casa costruita nei pressi di una centrale nucleare. “In questa zona – afferma la donna – tra le persone che conosco ci sono ben quattro famiglie in cui vi sono stati dei casi di leucemia infantile”, e risulta difficile pensare che sia stata solo una coincidenza, considerata la rarità della malattia.

A Sellafield (in Inghilterra) una madre intervistata affermava che “la centrale scaricava in mare materiale radioattivo (scorie liquide) all’insaputa degli abitanti della zona”, che inconsapevoli portavano i propri figli a fare il bagno in quelle stesse acque contaminate.
“Secondo le stime – ha affermato il giornalista durante il servizio – nel Mare d’Irlanda oggi dovrebbero esservi depositati circa 200 kg di plutonio, lungo le coste di un paese in cui già dagli anni cinquanta si parla di latte radioattivo.

In Francia, nella Terra di San Pier, da una misurazione “CRIRAD” (Commissione di ricerca e informazione indipendente sulla radioattività) è stata ritrovata una quantità enorme di “Yellow cake” (uranio concentrato) nel sottosuolo di terreni edificati e abitati da diverse famiglie.
È la stessa Francia che ora sta sperimentando la costruzione delle nuove centrali EPR, di ultimissima generazione. Prototipi attualmente inesistenti, che il Governo italiano prevede di acquistare in caso di investimenti sul nucleare. Un “esperimento” che già in Francia ha portato a ritardi di oltre tre anni, con costanti negligenze di costruzione, tra saldature ultimate senza supervisioni e ritardi nell’arrivo dei progetti.

Il servizio di “Presadiretta” si è poi concluso parlando della miniera di Hasse, nella bassa Sassonia. Una cava scelta per il deposito delle scorie, escludendo la possibilità che in una miniera di sale potesse arrivare l’acqua, sebbene le recenti infiltrazioni che rischiano di far crollare la miniera provino l’esatto contrario. Oggi una grande “A” di legno simboleggia l’avviso “Achtung” (Attenzione) all’ingresso della città, dove i cittadini vivono nella costante paura che possa accadere il peggio e che quelle scorie possano raggiungere le falde acquifere contaminando l’acqua potabile. Nel frattempo politici e scienziati si arrabattano nella ricerca di una soluzione, e le attuali stime prevedono almeno dieci anni di lavori e un costo di minimo due miliardi di euro…

Siamo davvero sicuri che si tratti semplicemente di “contrarietà ideologica”?
POLITICA
30 luglio 2010
Non c'è P2 senza P3

Pubblicato su Camminando Scalzi il 27 luglio 2010

Salta la legge Falcone che consentiva una corsia più rapida per le investigazioni sulle associazioni criminali – scrive Liana Milella su La Repubblica online del 23 luglio 2010. – Per un gruppo come quello sotto inchiesta in questi giorni i magistrati avranno bisogno di “gravi indizi” di reato per far scattare gli ascolti”. La “cricca” di cui si parla nell’articolo è, ovviamente la famigerata new entry del panorama politico italiano: la P3... Nel frattempo l’irrefrenabile entourage di Mr. Silvio si impegna scrupolosamente per complicare la vita dei pm e agevolarla ai loro compari.

Altro che fratelli Cohen… Questo è un paese per vecchi, possibilmente affiliati ad associazioni a delinquere che si macchiano di reati come corruzione, concussione, peculato, truffa, bancarotta e usura. “Per mettere sotto controllo i telefoni degli adepti al gruppo non basteranno i “sufficienti indizi di reato” – prosegue l’articolo di La Repubblica – come per la mafia e il terrorismo, ma ci vorranno i “gravi indizi” e tutti i numerosi paletti imposti dalla riforma”, quella stessa che cancella l’articolo 13 della Legge Falcone del 1991.

Persino Napolitano è rimasto allarmato e indignato per “l’emergere dei fatti di corruzione e trame inquinanti da parte di squallide consorterie”…
Al centro della rete di complotti e relazioni troviamo, guarda caso, il povero bistrattato Marcello Dell’Utri, che continua a negare l’evidenza persino dopo una condanna a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa… Ma anche l’ex sottosegretario all’economia Nicola Cosentino, che il 14 luglio è stato persino costretto a dimettersi, cosa che di questi tempi, in Italia, non è da considerarsi troppo scontata. Ciononostante la super votata maggioranza parlamentare non ha autorizzato l’arresto del loro caro amico, che infondo è solo accusato di complicità con la Camorra… Che sarà mai??

Nel frattempo il piccolo Cappellacci e la sua “cricca” sono riusciti a trascinare nella melma persino un investimento importante e intelligente come quello sull’energia eolica.
Gli imprenditori Flavio Carboni e Arcangelo Martino, l’ex dirigente democristiano Pasquale Lombardi e il coordinatore nazionale del PDL Denis Verdini. “Non c’era livello della magistratura a cui la “banda” non potesse arrivare – scrive Emilio Randacio su La Repubblica online del 23 luglio. – Promuovere magistrati, fermare processi, condizionare i giudici, tutto pur di raggiungere i propri scopi. E, quando Carboni e i suoi complici decidono di far salire Nicola Cosentino sullo scranno più alto della Regione Campania, gli appoggi vengono attivati”.

Sembra che assieme al tappo della BP nel Golfo del Messico sia partito pure quello che da tempo tratteneva, tra una perdita e l’altra, la fuoriuscita di questa oscura fiumana di scandali…
Nel frattempo l’uomo più perseguitato della storia continua a puntare il dito contro la magistratura rossa e l’opposizione comunista, affermando di voler “restare fuori dalle artificiose burrasche scatenate dalla vecchia politica politicante e da quanti, in maniera irresponsabile, giocano una partita personale a svantaggio dell’interesse di tutti. Il clima giacobino e giustizialista nel quale alcuni stanno cercando di far ripiombare il nostro paese non è certo d’aiuto”.

Da Milano1 a Milano2 e poi dalla P2 alla P3… Perché le uniche cose in cui l’Italia riesce ad andare avanti sembrano essere le cifre delle vergogne che continuano a coinvolgerla…
SOCIETA'
11 maggio 2010
Energia pulita, traffici sporchi
Pubblicato su Camminando Scalzi l'8 maggio 2010

Un tempo si parlava di
mafie con lo sguardo rivolto al sud Italia: Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Il problema sembrava riguardare un circoscritto del Paese, e la cronaca nazionale si disinteressava del tema pensando che fosse una “questione locale”, che i cittadini non residenti in quelle specifiche regioni ritenevano troppo lontana per potersene interessare...

In seguito il successo di
Gomorra e le sue 13 milioni di copie vendute in tutto il mondo, hanno fatto capire che il le mafie hanno un potere che va ben oltre i limitati confini regionali del Meridione italiano, che sconfina sino all'oltreoceano. “In tv Angelina Jolie calpestava la passerella della notte degli Oscar indossando un completo di raso bianco, bellissimo - si legge nel famoso libro di Roberto Saviano. - Uno di quelli su misura, di quelli che gli stilisti italiani, contendendosele, offrono alle star. Quel vestito l'aveva cucito Pasquale in una fabbrica in nero ad Arzano”.

La Camorra è arrivata sino ad Hollywood, e non ci sarebbe nulla di cui sorprendersi nel leggere il reportage di
Fabrizio Gatti apparso su “L'Espresso” del 30 aprile. “Vento di Mafia” è il titolo dell'inchiesta, e gli affari illeciti legati al business dell'eolico sono il drammatico tema dell'articolo.

“Ci siamo giocati anche la
Sardegna - scrive il giornalista nelle prime due righe del pezzo. - [...] Montagne di calcare e granito rosso, di pascoli e sughereti sono state sventrate per innalzare eliche e torri. […] Si possono vedere all'opera a Cagliari amministratori di società che a Napoli si occupano di noleggio di pedalò: in fondo si tratta sempre di fonti alternative. Oppure capita di inciampare nelle aziende del capitalismo nazionale. E scoprire che l'ex socio che ha aperto la via del vento ai fratelli Gianmarco e Massimo Moratti è stato condannato il 9 marzo a Palermo per corruzione. Con l'aggravante di aver favorito proprio Cosa Nostra. Si chiama Luigi Franzinelli, 66 anni: ha disseminato l'Italia di pale e piloni”.

L'inchiesta de “L'Espresso” prosegue percorrendo l'isola lungo il cammino del Maestrale. Da Buddusò a Olbia, da Cagliari a Sassari, sino a giungere all'ultima inchiesta della Procura di Roma su affari e politica, dove sono partiti gli accertamenti per
Ignazio Farris, il direttore generale dell'Agenzia regionale sarda per la protezione dell'ambiente, nominato lo scorso 6 agosto dalla nuova giunta del Governatore Ugo Cappellacci. Le indagini per corruzione riguarderebbero il parco eolico nella zona industriale di Cagliari, “e c'è il lavoro dell'ex assessore ai servizi sociali della Provincia di Cagliari, Pinello Cossu (Udc) – si legge nell'inchiesta. […] e coinvolge pure l'ex assessore socialista del Comune di Napoli, arcangelo Martino […]”.

Un'inchiesta lunga e dettagliata dove la lungimirante prospettiva di investire in gigantesche eliche e pali che producono energia pulita si trasformano nella rischiosa possibilità di agevolare
sporchissimi traffici di mafia e corruzione.
POLITICA
10 novembre 2009
Un privato bene comune


Pubblico o privato? Questo è il problema...

Il 4 novembre il Senato ha approvato l’Art.15 del DL 135/09 che, se verrà convertito il legge, sottrarrà la gestione delle risorse idriche alla sovranità delle Regioni e dei Comuni.
L'inestimabile ACQUA POTABILE perderà il suo rinomato attributo di “bene comune” per assumere il valore di una qualunque merce di Mercato. Da martedì 10 novembre - riporta il Forum italiano dei movimenti per l'acqua - il testo del decreto è al vaglio della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, e per il 12 novembre lo stesso movimento ha organizzato un presidio in Piazza Montecitorio, per opporsi alla “privatizzazione di un diritto”.

Nei punti salienti dell'Articolo 15 si evidenzia che:
« 2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria:
a) a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica [...] b) a società a partecipazione mista pubblica e privata […], a condizione che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento.

3. In deroga alle modalità di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni eccezionali […] l'affidamento può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipata dall'ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall'ordinamento comunitario per la gestione cosiddetta "in house" [...]».

Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua si oppone a tale privatizzazione in virtù del principio “l'acqua è un diritto, non una merce!”, mentre il Mercato e il mondo politico si appellano alla necessità di una maggiore efficienza nella gestione di tale servizio, che dovrebbe concretizzarsi proprio mediante questa liberalizzazione.

La prima riflessione che viene in mente è che la differenza sostanziale tra una gestione pubblica e una privata consiste nel fatto che quest'ultima si pone il principale obiettivo di “produrre utili”, spesso a discapito di prezzi vantaggiosi per gli utenti. Sebbene si dimostri molto allettante la possibilità che un rincaro delle bollette riesca a limitare l'inaccettabile spreco di tale risorsa, come ad esempio è accaduto con la benzina, questo tipo di ragionamento appare troppo semplicistico.

Inoltre, l'esperienza sarda della privatizzazione della ex consorziata Govossai e della sua fusione con la SPA Abbanoa, lascia presagire un preoccupante avvenire per il futuro di questo indispensabile bene. Sono passati circa 4 anni da quando tale società ha ricoperto l'incarico di gestore unico delle risorse idriche della Sardegna, e l'inefficienza di tale servizio continua a manifestarsi nelle continue proteste dei cittadini e dei Comuni, amareggiati dal continuo aumento delle tariffe e dall'inarrestabile collasso della gestione dei servizi. Nel frattempo il segretario regionale dell'Adiconsum, Giorgio Vargiu, ha annunciato che "il Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche presso il ministero dell'Ambiente esaminerà le numerose disfunzioni che da mesi vengono denunciate in Sardegna, e che riguardano il servizio erogato dalla società Abbanoa", tra la carenza d'acqua dei periodi estivi, l'inconcepibile ritardo delle maxi-bollette recapitate anche con tre anni di ritardo, i conti in rosso e le innumerevoli cause in corso tra la SPA e le pubbliche amministrazioni di vari territori.

Sarà dunque il caso di tenere conto degli errori passati, prima di svendere un bene comune così importante all'inquietante logica del business?

POLITICA
8 marzo 2009
L'isola atomica


Il 5 marzo "E-polis" ha pubblicato un articolo di Marco Mostallino, oggi leggibile sul sito della Regione Sardegna.

Il tema in questione riguardava la costruzione delle 4 centrali nucleari promesse dal governo, e dell'audizione tenuta da Enzo Boschi (presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) davanti alla commissione Territorio e ambiente del Senato.
«La Sardegna è l’area italiana migliore per la costruzione di centrali nucleari, perché è la più stabile dal punto di vista sismico», ha sostenuto l'autorevole sismologo.

«La regione Sardegna è una zona con una storia geologica completamente diversa dal resto dell’Italia. Si potrebbero fare tutte e quattro le centrali nucleari che il governo intende costruire lì, anche se poi bisognerebbe risolvere il problema del trasferimento dell’energia». Boschi ha successivamente proseguito il suo intervento criticando la proposta di collocare una delle centrali presso la città di Augusta, in Sicilia, dove la Regione ha già dato il suo beneplacito. Boschi ha infatti affermato che la zona si trova su una faglia sismica: troppo rischiosa per un simile progetto. La Sardegna, al contrario, è una terra antica e stabile, raramente sottoposta a scosse di terremoto, e comunque di intensità molto leggera.

Il governo, adesso, dovrà dunque valutare tutti i dati del caso per prendere la propria decisione, ed è anche probabile che terrà in buona considerazione il fatto che, la Sardegna, avendo una bassa densità abitativa e dei grandi spazi completamente disabitati, potrebbe realmente essere la sede giusta per queste belle centraline nucleari...  


L'unica grande fortuna sta nelle recenti dichiarazioni del nuovo presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il quale ha assicurato che «nessuna centrale nucleare verrà costruita sull'Isola» e che il governo dovrà passare sul suo cadavere prima di prendere una simile decisione. 
E' un vero peccato che le Regioni non avranno il minimo potere decisionale riguardo a tale questione... Neppure un uomo potente e carismatico come Ugo Cappellacci!
POLITICA
22 febbraio 2009
Ma domani dov'è?


Oramai è passata una settimana dalla disfatta elettorale di Renato Soru e dalla sorprendente vittoria di UGO BERLUSCONI, ma io non riesco ancora a farmene una ragione...

Sono arrabbiata perché queste elezioni, per me, non rappresentavano semplicemente una sfida tra due uomini di diverse vedute politiche, ma erano
l'incarnazione del duello tra due opposti modi di interpretare la realtà.
Da una parte si delineava uno sguardo verso il futuro e un lungimirante tentativo di investire in cultura, ambiente, sanità e stato sociale: i settori cardine del progresso civile e di un progetto “del domani”.
Dall'altra parte ha trionfato la superficiale occhiatina verso un presente statico e decadente, finalizzata ad investire su una ricchezza immediata ma fugace, tipica di una mentalità limitata che aspira ad avere tutto e subito, indifferente al futuro ed incurante nei confronti di quelle generazioni che dovranno costruire il proprio domani sopra il cumulo di macerie che i loro predecessori gli hanno lasciato in eredità.

Sono arrabbiata perché ho paura che la Sardegna si trasformi in una coltre di cemento abitata da persone arriviste ed egocentriche che pur di soddisfare il loro misero interesse personale sarebbero capaci di distruggere un sogno...
Sono arrabbiata perché detesto il trionfo di questa mentalità superficiale e limitata che non riesce ad interessarsi neppure ai propri figli...
Sono arrabbiata perché l'opportunismo di alcune persone sta disegnando il nostro destino, incurante del fatto che ciascuno dovrebbe avere la possibilità di poterselo scegliere...
Sono arrabbiata perché sono cresciuta orientando il mio sguardo verso un futuro che adesso comincia a sembrarmi opaco ed inospitale...

Sono arrabbiata perché ho paura di essere nata nel mondo sbagliato al momento sbagliato, ma sono troppo testarda, ed ARRABBIATA, per riuscire ad accettarlo!



POLITICA
17 febbraio 2009
Il trionfo della superficialità

Il centrodestra conquista la Sardegna, Cappellacci nuovo presidente. Soru ko. 
Il governatore uscente indietro di nove punti. Il Pdl primo partito dell'isola. Crolla il Pd”.

(www.ilcorriere.it del 17 febbraio 2009).

Questi giorni non sono proprio dell'umore giusto per scrivere, perciò mi limito a linkare un interessantissimo VIDEO che può aiutare a capire chi governerà la Sardegna per i prossimi 5 anni...



POLITICA
8 febbraio 2009
Una rivalsa politica


Nel 2004 un quarantasettenne di Sanluri diventa il presidente della Regione Sardegna e per oltre 4 anni porta avanti un progetto autonomista a livello economico e progressista e livello sociale.
Sono stati ridotti gli sprechi: le auto blu sono passate da 750 a 50 unità, le spese per le consulenze sono state tagliate del 70% e le spese per la gestione amministrativa sono calate del 21%.
L'Unione europea ha nominato la Sardegna “Autorità unica di gestione” all'interno di un programma finalizzato a promuovere la cooperazione e gestire le risorse della Comunità Europea per i Paesi del Mediterraneo.
Delibere, bandi e gare regionali sono stati resi fruibili on-line, a disposizione di tutti coloro che vogliono essere informati sulle attività dell'Amministrazione, mentre la banda larga si diffonde su tutto il territorio.
Sono stati raddoppiati gli investimenti in tecnologie e strutture ospedaliere e il bilancio sanitario è stato interamente risanato.
I sardi non-autosufficienti assistiti a domicilio sono passati da 3.000 a 20.000 e sono stati stanziati degli aiuti per le famiglie più numerose o disagiate.
Sono stati concessi finanziamenti per asili nido, scuole, università e considerevoli borse di studio, anche per esperienze all'estero.
Sono stati garantiti contributi per gli affitti e la ristrutturazione di edifici nei centri storici, e la Regione ha contribuito a pagare i mutui sulla prima casa per giovani e famiglie indigenti.
La base di Santo Stefano e l'arcipelago della Maddalena sono stati liberati dalla presenza militare e dai diversi sommergibili nucleari che circondavano la zona.
La Regione ha deciso di investire nel malandato trasporto pubblico, e mentre sono già stati acquistati circa 750 nuovi autobus, si sta avviando un progetto per rinnovare la linea ferroviaria.
È stato
incentivato l'uso del solare termico e del fotovoltaico per famiglie, imprese ed enti pubblici e nel programma è previsto l'obiettivo, entro il 2013, di ricavare il 40% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili.
È stato stilato un Piano paesaggistico regionale finalizzato a coordinare i vari Comuni nel governo del territorio.
È stata data maggiore attenzione alla tutela dell'ambiente, in quanto bene comune da salvaguardare anche per le generazioni future, e la quota percentuale della raccolta differenziata dei rifiuti urbani ha superato il 30%.
Nonostante tutto, la Regione ha ridotto il di
savanzo del bilancio del 60% e grazie alla compartecipazione alle entrate la Sardegna otterrà 3 miliardi di euro ogni anno dallo Stato che, sottratte le spese per sanità e trasporti, diventeranno 1.800 milioni di euro annui di attivo utile per finanziare i suddetti progetti.

Consapevole di aver scritto un
post SPUDORATAMENTE DI PARTE, posso solo garantirvi di aver consultato parecchie fonti per poterlo scrivere: dai siti ufficiali, ai giornali on-line, ai blog...
Cosciente del fatto che Renato Soru non è né un santo né un eroe, mi sento comunque soddisfatta di poter rivotare un governatore di questo calibro alle elezioni dl 15-16 febbraio, peraltro prescindendo dal ricorrente rito del "votare per il male minore"...
DIARI
30 novembre 2008
E' bastata una notte...


E' bastata una notte...

E' il 27 novembre 2008 e la pioggia scroscia dal cielo senza darsi tregua, mentre il fiume si nutre passivamente di quella interminabile colata d'acqua...

Dalle finestre delle case si intravedono volti smarriti e sguardi disorientati dalla visione di un disastro imminente: recinzioni che crollano, cortili dalle sembianze di laghi sporchi e porte estirpate dalla pressione di un improvvisato torrente...

Qualcuno apre il portone per far entrare il cane dentro casa, mentre una cascata di liquido fangoso valica impetuosamente le mura che circondano il giardino...

Qualcun altro prova a prendere sonno, consapevole della propria impotenza difronte a quella sventurata ribellione della natura...

E' il 28 novembre 2008 e il sole si è sollevato dall'orizzonte facendosi largo tra le nuvole, mentre la gente comincia davvero a prendere coscienza di ciò che è capitato...

Dalle porte delle case compaiono volti indifesi e sguardi afflitti dalla visione di un disastro compiuto: strade distrutte, macchine accatastate e mobilia fradicia ed infangata in ogni angolo del paese...

Qualcuno vede affogare il lavoro di una vita sotto cumuli di acqua e fango, mentre fissa il vuoto nella speranza di ritrovare le forze per ricominciare da zero...

Qualcun altro fa un salto nel passato, costretto a buttare via i ricordi di una vita...

E' bastata una notte perché il mio amato paese precipitasse in un'atmosfera di apocalittico sconforto e vedesse allo specchio ciò che un tempo credeva di poter guardare solo sullo schermo di una tv...



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